Di vino in cibo: L'Apparita
Produrre una sola etichetta di grande qualità, puntando a conquistare un mercato di nicchia e ri-volgendosi ad un target alto: è la sfida di Agostino Ropolo – manager di affermati marchi nel segmento lusso, con la passione per la viticoltura e l’enologia –, con la sua creatura il “San Michele di Poggio L’Apparita”, prodotto nell’azienda con sede a Paganico
Un solo vino di grande qualità: la sfida enologica di Agostino Ropolo
Produrre una sola etichetta di grande qualità, puntando a conquistare un mercato di nicchia e ri-volgendosi ad un target alto: è la sfida di Agostino Ropolo – manager di affermati marchi nel segmento lusso, con la passione per la viticoltura e l’enologia –, con la sua creatura il “San Michele di Poggio L’Apparita”, prodotto nell’azienda con sede a Paganico
di Nicola Alocci
Quella dell’Azienda Agricola “L’Apparita” è una storia di ingegno e passione. Un luogo che è un piccolo incanto, adagiato su una collina ben esposta, in una porzione di territorio poco prima di Paganico in località appunto L’Apparita.
Agostino Ropolo, il proprietario, ha alle spalle un passato di grande professionalità: manager e responsabile di importanti società di moda e pelletteria, nel settore del lusso, a tutt’oggi si occupa dello sviluppo commerciale a livello mondiale del marchio Church’s, un vero mito e simbolo del mondo delle calzature.
Di origini piemontesi, ma con una base lavorativa ormai ancorata a Milano, acquistò questa struttura nel 1978. Negli anni a seguire, viste le potenzialità del terreno, dopo le dovute ricerche ambientali ha dato vita ad una produzione di un vino profondo – che proviene da un piccolo vigneto, su un fazzoletto di terra di appena un ettaro e mezzo (dei sei che approfonditi esami avevano indicato come ottimali per viticoltura di qualità) – capace di regalare emozioni.
Oltrepassando il cancello di entrata si accede ad una dimensione antica; descriverne il fascino non è semplice. La proprietà è costituita da 20 ettari ed è sotto la tutela paesaggistica della Soprintendenza per i Beni Ambientali di Siena e di Grosseto. Le origini del Casale vanno ancora ricercate; non è chiaro se in passato fosse una zona franca di dogana tra l’antico Stato Senese e quello Pontificio, oppure vista la sua architettura un insediamento militare.
Agostino Ropolo coinvolge fin da subito. Nella sua calma esprime una spiccata energia. è persona di spessore e di grande cultura, con un approccio semplice alle cose della vita. Nella zona tutti lo conoscono e spesso lo si incontra la mattina presto nella piazzetta di Paganico che prende un caffè e conversa con gli anziani del paese, sul tempo o sulla campagna. Il suo approccio rispetto al territorio non è infatti distaccato o di conquista, ma segue ben altre logiche: quelle dell’integrazione e del dialogo con la realtà e la società locale. Tanto che ha già messo in conto di trasferirsi definitivamente in questo angolo di Toscana e di dedicarsi a tempo pieno all’azienda, una volta esauriti gli impegni lavorativi che ancora lo legano a Milano.
Quella che qui viene prodotta – ed è questa l’assoluta peculiarità che caratterizza questa azienda – è una sola etichetta: il “San Michele di Poggio L’Apparita”, IGT Rosso Maremma Toscana, un vero e proprio gioiellino, dalla produzione ridotta, con una spiccata personalità. Del resto non potrebbe essere altrimenti visti gli obiettivi che Agostino Ropolo con questo vino si è dato: puntare sulla qualità e conquistare un target alto di clientela, come conferma anche la fascia di prezzo su cui si colloca (intorno ai 28 euro a bottiglia) in uscita dall’azienda. Una scelta mirata, convinta e anche coraggiosa quella fatta da Ropolo: fare poche bottiglie di grandissimo livello e non per tutti. Meglio buttarsi sul mercato di nicchia del lusso, più conosciuto e meno concorrenziale, piuttosto che battere strade già largamente battute ed intasate, per non dire anonime, dove le corse al ribasso dei prezzi lasciano sul campo guasti talvolta irreparabili. Insomma, piccolo è bello quando le ridotte dimensioni vengono inquadrate consapevolmente come un trampolino per conquistare un mercato ed un target ben preciso ed individuato.
Dall’alto dei suoi 14 gradi, il vino, nonostante le vigne ancora giovani – l’impianto è del 2002, la prima annata andata in produzione nell’assemblaggio definitivo è quella del 2007 –, esprime un potenziale notevole che lascia ben sperare per il futuro.
Visitiamo la struttura. Tutto è sobrio, ordinato e curato nei minimi dettagli. Ci viene mostrata la cantina ed una zona dove con orgoglio vengono custodite le varie annate, comprese storiche bottiglie dei vari vitigni realizzate in purezza per scopi di ricerca e messa a punto del prodotto finale.
Ma andiamo a conoscere tutto più da vicino.
Allora Ropolo, parliamo subito del vigneto.
Il vigneto, solo un ettaro e mezzo, è stato impiantato nel 2002. Ogni filare, per una forma di rispetto verso il territorio, ha l’indicazione del vitigno, del clone e dell’anno in cui è stato impiantato. Viste le piccole dimensioni, la scelta è stata quella di produrre una sola etichetta dalle connotazioni complesse e particolari. L’idea iniziale è stata quella di testare molto, con impegno e tempo, i vari assemblaggi che andavano a comporre questo IGT, in modo da ottenere un vino dalle forti caratteristiche territoriali.
Ci racconti la cronologia della produzione.
Dopo molto impegno, lunghi periodi di lavori, di ricerca ed infinite messe a punto, il risultato della prima vendemmia sperimentale nel 2005 è stato di 700 bottiglie. Nel 2007 è avvenuta la prima vera uscita del “San Michele di Poggio L’Apparita”, con circa 1600 bottiglie. Nell’anno successivo si arrivò a 1800 bottiglie. Con la vendemmia 2009 il vigneto ha iniziato a produrre 6000 bottiglie. La produzione del 2010, pur prospettandosi di ottima qualità, è stata sfavorita da problemi di pioggia e le bottiglie dovrebbero aggirarsi attorno alle 4500.
Per quanto riguarda il futuro?
Quando saremo a regime, per una scelta ben precisa, non supereremo le 8000 bottiglie all’anno. Non è nostra intenzione comprare uva da esterni, vogliamo mantenere a questo vino la sua anima e consolidare l’immagine del prodotto.
Qual è la composizione del blend del “San Michele di Poggio L’Apparita”?
Il vitigno base per rispetto della zona è il Sangiovese, con una percentuale del 75%. Gli atri uvaggi che lo compongono sono: Merlot 10%, Shiraz 10%, Cabernet Sauvignon 2,5% e Petit Verdot 2,5%. Tutti i vitigni vengono vinificati e controllati separatamente.
Come si rivela nel bicchiere?
è un vino di ottima struttura, morbido con profumi e note intense con sentori di liquore di ciliegie, amarene sotto spirito ed un tono floreale, che richiamano la Maremma. Tannino ben tessuto, imbrigliato nell’alcol, con persistenza su toni di distillato di frutta. Perfetto con carni rosse arrosto o brasate, cacciagione e formaggi stagionati, di buona beva anche come vino da riflessione.
Ci dica qualcosa circa la filosofia produttiva?
Le uve sono raccolte a mano in tempi diversi a seconda del vitigno e della maturazione delle stesse. Con grande dolore viene effettuata una severa selezione dei grappoli. Terminata la fermentazione le diverse tipologie di vino vengono invecchiate per un minimo di 20 mesi in botticelle di legno nuovo e barriques di legno vecchio. Vengono inoltre effettuati regolari e brevi passaggi in acciaio. Quest’ultimo suggerimento è stato fortemente voluto dall’enologo, in modo da stemperare l’aggressività del legno. Infine viene affinato per almeno 12 mesi in bottiglia per esaltare lo sviluppo totale del suo bouquet.
Chi collabora in azienda?
Tutto è frutto di preziose collaborazioni e doti umane. I lavori in vigna ed in cantina sono seguiti dal nostro giovane enologo-agronomo, il Dr. Igor Bonvento di origini venete. Inoltre abbiamo la fortuna di avere in azienda il signor Luciano Businaro, un factotum che con cura scrupolosa segue tutte le attività.
Riguardo alla commercializzazione?
Siamo in una fase di introduzione e la distribuzione sarà estremamente selettiva. Faremo in modo di sfruttare le annate precedenti per creare una base di mercato, in modo da far fronte alle richieste di riassortimento da parte della clientela. è una scelta audace, ma ci permette di non finire nelle maglie di un mercato affollato, un indirizzo che è stato impostato e che preferiamo.
Quali sono i punti di contatto tra le sue attività manageriali ed il fare vino?
Ho sempre lavorato nel mondo dei beni di lusso e inseguito una certa idea di perfezione. Per lo più essendo di origini piemontesi ho sempre amato il buon vino, quindi unendo le cose, per una certa “deformazione mentale”, l’obiettivo è stato quello di realizzare un vino eccellente, rivolto ad un target alto e ben individuato, semplicemente per via dell’esperienza accumulata.
Ci parli dell’olio di oliva aziendale?
Sono convinto che in Maremma si ottengono i migliori oli di oliva. La quantità che noi produciamo è molto limitata. è ottenuta da quattro diverse tipologie di ulivi: leccino, seggianese, moraiolo e pendolino.
Per concludere, una sua sintesi di questo territorio?
Senza ombra di dubbio un territorio con un bel ritmo di vita. La Maremma non è soltanto un paradiso naturale come generalmente viene vissuta, bensì un’area che dà vita a prodotti straordinari, e spesso nettamente migliori di altri del panorama toscano. Prodotti eccellenti benedetti dalla natura, che provengono da colture spesso naturalmente biologiche e realizzati con serio impegno.
Per Ropolo la Maremma non rappresenta semplicemente un buen retiro. è qualcosa di più. Con il suo vino si sta imponendo e merita attenzione per la scelta iniziale fatta e per le idee chiare che dimostra di avere. Da citare: i vigneti allevati con cura certosina, un controllo esemplare della produzione in funzione dell’annata, e principalmente niente compromessi. Senza nulla togliere al gran senso di naturalezza che si respira da queste parti, e la schietta personalità del produttore. Caratteristiche tutte che facilmente troverete in questa bottiglia di Maremma.
Info: Azienda Agricola L’Apparita | Loc. L'Apparita - Paganico | 58045 Civitella Paganico (Gr) | Tel. 335/6050353 - 349/6125948 - 340/5001023 (Custode Sig. Businaro) | E-Mail apparita 1978@hotmail.com
I commenti saranno prima valutati e in seguito pubblicati. L'inserimento dell'email comporterà una notifica dell'avvenuta convalida del commento inserito.